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    Scritto da Enzo   
    venerd́ 19 settembre 2014

     

    WWW.ROBEDAMATTI.NET                        Cesena, aggiornamento continuo.

     

     Sample Image

    Il cancro non s’installa solo nel corpo del vicino di casa o degli altri, il cancro può colpire tutti senza tener conto del sesso o dell’età. Per questo, è necessario che ogni cittadino sia informato sul comportamento di quel killer e faccia di tutto per combatterlo e per informare gli altri.

    Nel recente e interessantissimo video che segue, si fa riferimento al cancro della prostata, alla sua prevenzione, cura, intervento chirurgico e post-operatorio. Tra l’altro, è fatta chiarezza sulla possibilità di un intervento chirurgico anche dopo essersi sottoposti a radioterapia, intervento sui linfonodi e altri eventuali problemi che dovessero presentarsi.

      

     


    Aiutare la ricerca sulle malattie che uccidono è un preciso dovere di tutte le persone che si vogliono bene e che amano i propri cari.

    Il cancro è un serial killer che uccide senza pietà anche bambini e giovani, e non fa distinzione di sesso e/o colore della pelle. Aiutiamo la ricerca, distruggiamolo ora!

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    L'iniziativa promossa da www.robedamatti.net è già una splendida una realtà.

    Il due aprile 2013, è stato formato il Gruppo "Braccialetti rossi" dell'IRST di Meldola, Forlì, Cesena e Ravenna.

     

    Gli obiettivi principali del Gruppo al momento sono quelli di portare conforto chi ne ha maggiore bisogno, di scambiarsi le notizie sulle varie esperienze avute durante la lotta al cancro e/o ad altre malattie e di far sapere a più persone possibili che a Meldola, in provincia di Forlì Cesena, esiste un ospedale d'eccellenza dotato di macchinari di ultimissima generazione e di specialisti e ricercatori di livello internazionale, pronti a prendersi cura delle persone colpite da tumore.

    Precisazione

    I numeri di telefono, gli Indirizzi e-mail e quanto riguarda la privacy degli amici del gruppo "Braccialetti rossi dell'IRST", se non per espressa volontà scritta dai singoli, saranno noti solo a chi ha scelto liberamente di partecipare alla formazione dello stesso gruppo o a chi ne volesse fare parte. Per la medesima ragione, chi desidera unirsi agli attuali "Braccialetti rossi", dovrà telefonare al numero Wind: 339.30.14.082 oppure inviare una mail a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

    Si chiarisce anche che tutti i componenti del Gruppo Braccialetti Rossi, Enzo Cusmà compreso, hanno gli stessi diritti e che in qualsiasi momento lo desiderano possono suggerire delle idee per migliorare i rapporti interni ed esterni al gruppo. 

    Chi lo desidera, può scegliere liberamente di non fare più parte del gruppo, se invece resta e rispetta le buone regole della corretta e civile condivisione, può inviare una foto o un articolo da pubblicare. Può presentare nomi di nuovi Braccialetti Rossi. In altre parole, ad ogni singolo componente del gruppo che dimostra d'essere rispettoso delle idee altrui anche non condividendole, nulla gli può essere negato.

    In fondo a questa pagina pubblicherò i numeri di telefono e/o gli indirizzi e-mail dei componenti il gruppo, ma tali informazioni, per ragione di privacy, saranno visibili solo ai membri del gruppo "Braccialetti rossi dell'IRST di Meldola", ai quali raccomando di farne buon uso e d'informarmi se dovessero sorgere dei problemi di qualsiasi genere.

    Ringrazio Betty, Teresa, Tina, Argentina, Claudio, Otello, Anna, Aldo, Gian Franco, Lella, Marta, e Gennaro ai quali auguro tutto il bene possibile.

    Enzo Cusmà - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - www.robedamatti.net - Cesena - 339.3014082 - 0547/21740.

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    Sentire pronunciare la parola TUMORE o CANCRO è una cosa terribile anche per chi non è direttamente interessato, immaginiamoci gli effetti devastanti che si hanno, quando dopo una biopsia, l’urologo ti fa accomodare dall’altra parte della scrivania e, se hai avuto la “fortuna” d’imbatterti in una persona competente ed umana, tra stentati sospiri e sguardi pietosi t’informa che purtroppo il risultato dell’esame che hai sostenuto non lascia spazio ad altre interpretazioni.

    “Lei ha un CANCRO, ma stia tranquillo e tenga presente che la medicina in questo campo ha fatto passi da gigante e quindi può fare molto anche per lei”. Poi ti consegna una lettera da far vedere al tuo medico di base, dove lo informa che in data odierna ti ha dato il referto istologico, che ti ha parlato della malattia, che rimane a disposizione per altri chiarimenti e che consiglia, secondo i casi, le varie procedure che da subito, daranno inizio al tuo sicuro, impietoso ed interminabile calvario.

                                                                                       Enzo Cusmà

    Enzo Cusmà – Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo – www.robedamatti.net – Cesena – 339.3014082 – 0547/21740.

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    Tutto quello che c’è da sapere su alcuni tipi di tumore  

    (Notizie inviatemi da pagine mediche.it)

    Carcinoma mammario

    Che cos’è

    Il carcinoma della mammella è il cancro più diffuso nelle donne e la seconda causa di morte per tumore nella donna. Purtroppo si riscontra un lieve, ma costante, aumento in tutto il mondo, soprattutto nei paesi industrializzati, rispetto a quelli in via di sviluppo. E' soltanto grazie alle nuove scoperte diagnostiche e terapeutiche che la mortalità per carcinoma mammario si è stabilizzata e perfino ridotta in alcune aree.


    Qual'è la causa dell'insorgenza del carcinoma mammario?

     .

    La causa è sconosciuta, ma sono stati individuati dei fattori di rischio.

    Età
    Il rischio di carcinoma mammario aumenta con l'aumentare dell'età; poco frequente prima dei 35 anni, questo tumore è molto più diffuso dopo i 50; ad altissimo rischio le donne dopo i 60 anni.

    Precedenti familiari
    Parenti colpite da carcinoma alla mammella costituiscono un fattore di rischio doppio rispetto a chi non ha in famiglia casi di carcinoma.

    Fattori genetici
    In alcuni casi, la predisposizione alla malattia sembra essere in relazione con l'ereditarietà; pare, infatti, che questa predisposizione sia legata alle mutazioni di alcuni geni.

    Lesioni benigne
    Alcuni tumori mammari benigni rappresentano un fattore di rischio rilevante nell'insorgenza del susseguente carcinoma; questi tumori sono l'iperplasia globulare atipica, il carcinoma globulare in situ ed il carcinoma duttale in situ.

    Gravidanza
    Il rischio di sviluppare carcinoma mammario sembra aumentare con l'aumento dell'età della prima gravidanza; il rischio più alto, ovviamente, è presente in quelle donne che non hanno avuto figli.

    Ormoni
    Il rischio di insorgenza aumenta con l'aumentare dell'esposizione del tessuto mammario agli estrogeni; infatti, il rischio è maggiore in donne che hanno avuto la prima mestruazione prima dei 12 anni o che sono andate in menopausa dopo i 55 anni o a cui sono stati somministrati estrogeni per prevenire i sintomi della menopausa.

    Obesità
    L'obesità sembra essere un fattore di rischio importante poiché il tessuto adiposo è la fonte principale di estrogeni nella donna in menopausa.

    Dieta
    Il rischio di sviluppo di carcinoma mammario pare essere direttamente in relazione con il consumo di grassi animali e inversamente proporzionale al consumo di fibre vegetali.


    Come si previene il carcinoma mammario ?

    Ci sono due tipi fondamentali di prevenzione: lo screening senologico e la chemioprevenzione.

    Lo screening senologico
    E' il metodo preventivo più importante e si basa sull'esecuzione di una mammografia biennale. Questo metodo riesce ad incidere sulla mortalità per carcinoma alla mammella per il 30%. Lo screening va effettuato sulla popolazione femminile compresa tra i 50 ed i 69 anni, mentre è ancora dubbia la reale utilità al di sotto e al di sopra dei due limiti di età. Al di fuori dello screening può essere utile l'autopalpazione mensile, una visita periodica dallo specialista e mammografie al di fuori della fascia di età su menzionata.

    Chemioprevenzione
    E' un approccio sperimentale basato sull'utilizzo di farmaci, prevalentemente antiestrogeni, che prevengano l'insorgenza del carcinoma mammario.

    Quali sono i sintomi del carcinoma mammario ?

    Il quadro di esordio è caratterizzato da lesioni molto piccole e spesso asintomatiche, non palpabili durante l'esame clinico e scoperte soltanto durante lo screening mammografico. Quando il tumore cresce, i primi sintomi possono presentarsi come presenza di noduli duri, ma senza dolore, secrezione dal capezzolo di sostanze sierose o di sangue, retrazione del capezzolo, eczema del capezzolo e/o dell'areola.Qualora il tumore non sia stato diagnosticato in fase iniziale, è possibile riscontrare i seguenti sintomi: ulcerazione della pelle della mammella, infiammazione (seno arrossato, ingrossato, con edema, caldo), linfoadenopatie.

    In presenza di metastasi, i sintomi possono variare a seconda del luogo in cui si è sviluppata la metastasi:

    • metastasi ossee: forte dolore;

    • metastasi cutanee: papule, ulcerazioni, corazze;

    Come viene diagnosticato il carcinoma della mammella?

    E' possibile porre diagnosi del carcinoma mammario con le seguenti metodiche:

    • esame clinico: ispezione e palpazione dei seni per verificare l'esistenza di noduli, alterazioni del capezzolo e della pelle, edemi regionali o secrezioni;

    • mammografia: è l'esame più importante per porre diagnosi poiché permette di verificare l'esistenza di noduli, microcalcificazioni, segni di infiltrazione e distorsione del parenchima. La mammografia permette di rilevare anche lesioni di pochi millimetri e, con i nuovi apparecchi, di prelevare un campione per la biopsia;
    • ecografia: è utile come integrazione dell'esame clinico e della mammografia soprattutto in caso di donne giovani e quindi con seni che risultano opachi alla mammografia;
    • esame citologico con aspirazione tramite ago sottile: serve per confermare o escludere la diagnosi di tumore in presenza di esami strumentali dubbi;
    • stadiazione: valuta l'estensione del carcinoma e le eventuali metastasi e andrebbe effettuata prima di qualsiasi intervento terapeutico.
    Qual è la terapia per il carcinoma mammario? Solitamente ci sono terapie locoregionali, che hanno lo scopo di rimuovere il tumore ed hanno un effetto soltanto locale, e terapie sistemiche, che prevengono eventuali recidive o rendono operabili masse tumorali in stadio avanzato.Tra le terapie locoregionali, la chirurgia, sia conservativa (cioè asportazione della sola parte malata del seno), che radicale (completa asportazione del seno colpito) a cui si fa seguire una radioterapia.Per quanto riguarda le terapie sistemiche, la terapia endocrina, efficace soltanto per i tumori caratterizzati dalla presenza di recettori per ormoni steroidei, mira a contrastare l'effetto degli estrogeni sulle cellule tumorali, e la chemioterapia, efficace per tutte le donne, dispone di un'ampia gamma di farmaci chemioterapici, in quanto il carcinoma mammario si è rivelato sensibili a molti farmaci di questo tipo.(Notizie provenienti da pagine mediche.it)

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    Cancro della laringe

    Che cos'è

    Il cancro della laringe è un tumore che origina nei tessuti della laringe, l’organo dell'apparato respiratorio - costituito da un canale cartilagineo lungo circa 12 centimetri - che ospita le corde vocali e collega le cavità nasali e il cavo orale con la trachea.

    I tumori della laringe originano, nella maggior parte dei casi, dalla mucosa (epitelio) che riveste l'interno del canale. Molto più raramente, ha origine negli altri tessuti dell’organo (ghiandole, adenomi, tessuto muscolare).

    L'età media alla diagnosi di un tumore del cavo orale è di 64 anni e nel 95 per cento dei casi insorge dopo i 40 anni.

    CauseI fattori di rischio per il tumore alla laringe (e, in generale, per tutti i tumori del cavo orale) sono il fumo di sigaretta, l’alcol e la presenza di infiammazioni croniche della gola.

    .

    Sintomi e diagnosi 

    I sintomi della presenza di un cancro alla laringe non sono molto specifici e dipendono principalmente dalle dimensioni e dalla localizzazione del tumore.Si può sospettare la presenza di un tumore quando c'è un improvviso abbassamento di voce o una variazione del suo timbro (ad esempio, se la voce diventa roca senza motivi specifici), in presenza di un dolore localizzato all’orecchio e di un gonfiore sul collo, quando si prova difficoltà nel deglutire e quando si soffre per un mal di gola cronico (oltre le due settimane).

    La diagnosi si formula sulla base di una serie di esami a cui bisogna sottoporsi in presenza di sintomi sospetti: palpazione della gola e del collo per verificare lo stato dei linfonodi; esame interno della gola per accertare l’eventuale presenza di masse o tumefazioni; TAC; RMN.
    Per la diagnosi dei tumori della laringe l'esame più utile è la laringoscopia, una procedura indolore che permette di visualizzare le strutture interne della laringe per mezzo di un laringoscopio a fibre ottiche.Ogni lesione sospetta deve essere sottoposta a biopsia, col prelievo di una piccola porzione di tessuto che verrà analizzata al microscopio per accertare la presenza di eventuali cellule tumorali. 

    Evoluzione

    L’evoluzione del cancro laringeo dipende dalla diffusione o meno ai tessuti circostanti della massa tumorale. Da questo punto di vista, il cancro della laringe si classifica in cinque stadi.

    Stadio 0 (carcinoma in situ)
    In questo stadio il tumore è presente solo nella mucosa interna della laringe.

    I stadio
    In questo stadio il tumore è circoscritto alla sola sede primitiva: sopraglottide, subglottide o glottide.

    II stadio
    In questo stadio il tumore si è diffuso ai tessuti circostanti la sede primitiva, ma è ancora circoscritto alla laringe.

    III stadio
    Il cancro è presente nella laringe, le corde vocali non vibrano normalmente e/o il tumore ha invaso un linfonodo omolaterale, cioè localizzato nella stessa parte del collo in cui ha sede il tumore, di diametro inferiore ai 3 centimetri.

    IV stadio
    Il tumore si è diffuso oltre la laringe e ha invaso altri organi o i linfonodi del collo. Lo stadio IV si suddivide convenzionalmente in stadio IVA, IVB e IVC, a seconda degli organi interessati dalle metastasi.

    Si definisce recidivante il tumore della laringe che si ripresenta dopo il trattamento. La recidiva può svilupparsi a distanza di 2 o 3 anni.
     

    Trattamento

    I tumori della laringe possono essere curati con l'asportazione chirurgica. Nelle situazioni più gravi, è spesso necessaria l'asportazione di tutta la laringe (laringectomia totale) o di parti di essa, nonché dei linfonodi circostanti.

    Radioterapia e chemioterapia possono essere usati come adiuvanti nel periodo post operatorio allo scopo di distruggere eventuali cellule neoplastiche residue.

    La laringectomia totale, a causa dell’asportazione delle corde vocali, può portare alla perdita completa della capacità di parlare. Anche in assenza di laringe e corde vocali, però, alcuni pazienti possono tornare a usare la voce grazie a un addestramento (logoterapia) e l'impiego di speciali apparecchi.
    (Notizie provenienti da pagine mediche.it)

                            

    Cancro del rene

    Che cos’è

    Il cancro del rene (carcinoma renale) è un tumore che colpisce le cellule della mucosa dei tubuli renali, gli apparati che filtrano e depurano il sangue, privandolo delle scorie ed eliminandole attraverso l’urina.

    Il cancro del rene colpisce prevalentemente il sesso maschile rispetto al femminile e ha una maggiore frequenza tra i 60 e i 70 anni, anche se esiste una forma rara di derivazione embrionale, il nefroblastoma o tumore di Wilms, che colpisce i bambini piccoli.

    Cause

    Le cause del cancro del rene sono ancora poco note, ma è possibile individuare come fattori di rischio il fumo di sigaretta, l’obesità, l’ipertensione, l’abuso di farmaci analgesici e una dieta ricca di proteine e grassi di origine animale.Una predisposizione è data anche dalla familiarità e da alcune patologie genetiche, quali la sindrome di Hippel-Lindau o il carcinoma papillare renale ereditario.

    Sintomi e diagnosi

    Il primo sintomo del cancro del rene è la presenza di tracce di sangue nelle urine (ematuria). Altri sintomi possono essere spasmi ureterali o vescicali provocati da coaguli di sangue, la presenza di una massa nella cavità addominale, dolore sordo al fianco, ipertensione, febbre persistente, anemia e perdita di peso.

    La diagnosi di cancro del rene, spesso tardiva a causa della scarsa sintomatologia iniziale, si formula spesso alla comparsa di sintomi maggiori quali ematuria o dolore al fianco – schiena. Tra gli esami strumentali impiegati ci sono l’urografia (esame ormai raramente utilizzato), l’ecografia, la TAC e la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN).

    Trattamento

    Il cancro del rene viene affrontato principalmente mediante trattamento chirurgico. La rimozione chirurgica di tutto il rene (nefrectomia) è raccomandata nella maggioranza dei casi. La chemioterapia e/o la radioterapia non si sono dimostrati efficaci nel contrastare la malattia, rivestendo un ruolo palliativo nei casi di localizzazioni metastatiche profonde.

    Ad oggi la terapia d’elezione è l’immunoterapia: l’uso di farmaci ad azione stimolante sul sistema immunitario con un meccanismo simile ad un vaccino. Farmaci di recente introduzione detti anti-tirosinchinasici, hanno dimostrato un’ottima efficacia e sicurezza d’impiego. La prognosi dipende dalla grandezza del tumore, dalla sua diffusione, dalla presenza o assenza di metastasi.

    Scheda revisionata dal Dott. Giuseppe Maria MilanoEmatologia ed Oncologia Pediatrica Ospedale SM della Misericordia - Perugia


     

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