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www.robedamatti.net Cesena, 9 agosto 2009. Cosa sta succedendo alla nostra democrazia? Ormai da troppo tempo nella nostra società serpeggia la convinzione che è giunta l’ora di destarsi per salvare una democrazia a rischio d’implosione.
Inutile continuare a fare finta di non vedere. La democrazia italiana è seriamente minacciata ed occorre intervenire energicamente, prima che sia troppo tardi. Da diversi anni le segreterie dei partiti politici italiani ci hanno imposto governi formati da pessimi avvocati, giornalisti, dirigenti d’azienda, sindacalisti e filosofi. I governanti di turno, indipendentemente dallo schieramento cui appartengono, sono sempre gli stessi e pensano a tutto tranne che a fare gli interessi dell’Italia e degli italiani. La devastazione dell’economia, promossa da Bersani ed approvata da Romano Prodi, già presente in Italia prima della crisi mondiale, le montagne di tasse imposteci da Vincenzo Visco, il peggiore politico italiano di tutti i tempi, quello che mandava gli ufficiali giudiziari nelle abitazioni degli italiani onesti che non riuscivano a pagare l’ici o una multa selvaggia, mentre lui, a Pantelleria, è stato definitivamente condannato a 10 giorni d'arresto e 12.500 euro di multa per costruzione abusiva ed evasione della tassa comunale sull’edilizia, la mancanza di controlli sul comportamento di certi sindaci, comandanti di polizia municipale e vigili urbani che continuano a derubare i cittadini contestando disoneste multe selvagge per divieti di sosta organizzati, gli autovelox ed altri strumenti per la misurazione della velocità vigliaccamente manomessi e taroccati da chi deve fare rispettare il Codice della Strada, la palese colpevolezza di truffa, abuso d’ufficio, rifiuto ed omissione di atti d’ufficio e falsità ideologica commessa da pubblici ufficiali, dovrebbe bastare per imprigionare i colpevoli e sostituire, con commissari straordinari o con nuove elezioni, i sindaci resisi colpevoli di simile infamia. La presenza nelle nostre istituzioni di quattro ministri razzisti e secessionisti, tre dei quali indagati e condannati, ha già indispettito, umiliato ed offeso 57 milioni d’italiani, moltissimi dei quali non sono più disposti a perdonare o subire altre angherie. Il più infame dei leghisti deve mettersi in testa che l’unità del popolo italiano e la libertà conquistata dai nostri nonni e padri partigiani, da oggi, per lui e i suoi simili, non potrà più essere oggetto di discussione. Bossi, Maroni, Calderoli e Zaia, gli stessi che hanno falsamente giurato d'essere fedeli alla Repubblica Italiana e di osservare lealmente la Costituzione e le Leggi e di esercitare le loro funzioni nell’esclusivo interesse della Nazione, volenti o nolenti, devono smetterla di continuare a minacciare ed offendere gratuitamente e vergognosamente tutto e tutti, a cominciare dall’intoccabile Tricolore per proseguire con i nervosissimi meridionali, stufi d'essere considerate persone malavitose, inferiori e prive d'idee. La popolazione dell’intero Sud, al contrario di molti settentrionali, non ha mai conosciuto il benessere. Gli uomini per anni hanno subito e combattuto la prepotenza dei mafiosi, fino a sacrificare la propria vita ed a volte, anche quella dei loro familiari per assicurare un tozzo di pane ai loro figli. I più giovani, hanno dovuto lasciare le proprie famiglie ed affrontare l’onta di un'immigrazione forzata in altri Stati, chi invece non ha voluto allontanarsi troppo dai suoi cari, per causa di forza maggiore e suo malgrado, ha dovuto cercare difficile fortuna nella tana degli stessi leghisti lombardi e veneti che, non sapendo cosa significa convivere con la mafia e cosa si prova dovendo mantenere una famiglia lavorando due o tre giorni la settimana, non avendo altri argomenti, con il loro incosciente e vigliacco linguaggio razzista, continuano a provocare chi alla fine perderà la pazienza e reagirà adeguatamente per portare alla ragione quei disonesti che sono e rimangono la vergogna dell’Italia intera. Se ai ministri razzisti e secessionisti che occupano i banchi di un governo lega dipendente ed ai sindaci e comandanti dei vigili urbani truffatori falsari e corrotti, aggiungiamo un’economia che da troppo tempo non decolla, la giustizia che vacilla pericolosamente e non assicura la certezza della pena, la mala sanità, il Sud ed il suo probabile nuovo soggetto politico, le mafie, la sicurezza pubblica, il numero sempre crescente di famiglie, pensionati e disoccupati che non arrivano alla seconda settimana del mese, le mazzette che corrompono buona parte dei nostri governanti, la sicurezza sul lavoro di cui nessuno più ricorda né i suoi 1.200 morti l’anno né la colossale truffa di quegli infami e corrotti ispettori del lavoro arrestati e denunciati in mezza Puglia, il risultato possibile è uno solo: Democrazia italiana ad altissimo rischio d’implosione. enzo cusmà
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