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WWW.ROBEDAMATTI.NET Cesena, 08 ottobre 2008.

LA CRUDELE VERITA' AFFERMA CHE MENTRE I LAVORATORI CONTINUANO A MORIRE CON RITMO IMPRESSIONANTE, LE ISTITUZIONI RESPONSABILI DELLO STILLICIDIO PROCEDONO A PASSO DI LUMACA E NON RIESCONO ANCORA A TROVARE LE GIUSTE CONTROMISURE PER ARGINARE LA VORAGINE CHE CAUSA QUOTIDIANI LUTTI E INFERMITA’ PERMANENTI DA LAVORO.

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Il titolare di questo sito, forte dei 50 anni d’esperienza diretta nel settore delle costruzioni edili, vuole lanciare un disinteressato appello al ministro Sacconi, ai suoi collaboratori e a quanti hanno l’obbligo di tutelare la vita dei lavoratori, affinché si convincano che:

GLI INCIDENTI MORTALI SUL LAVORO POSSONO ESSERE RIDOTTI DELL’80/90%.

Un’accurata visita che attesta l’idoneità fisica e mentale del lavoratore e un semplice corso serale formativo da frequentare obbligatoriamente per 6 mesi, gestito da personale di trentennale esperienza lavorativa nel settore specifico, può ridurre gli incidenti mortali sul posto di lavoro del 80/90%.

Chi ha le mani incallite dall’uso e si alza la mattina per andare a lavorare, sicuramente tornerà a casa propria sano e salvo e sa bene che deve essere riconoscente solo alla sua prontezza di riflessi, allo stato d’animo e alla sua intelligenza nel prevenire le disgrazie. Le persone che hanno sempre lavorato conoscono il proprio lavoro e sanno che una volta alzatesi dal letto e messisi in posizione verticale, non solo devono controllare ogni movimento che le riguarda, ma devono anche prevedere se chi opera vicino a loro ha lucidità e intelligenza sufficienti da potersi fidare. L’operaio intelligente ed esente da problemi fisici, familiari e finanziari affronta il lavoro consapevole che una sola disattenzione può essere fatale per se e per chi gli sta vicino. Nessuno è in grado di riconoscere e prevenire le potenziali cause che possono creare una situazione di pericolo meglio di quei lavoratori che hanno una mente sana in un corpo sano e che li vede impegnati a versare autocisterne di sudore per portare a casa un miserabile salario che non basta neanche per sopravvivere. Tutti quei ciarlatani che per giustificare la totale impotenza, incompetenza e gravi colpe che causano lo stillicidio degli operai, continuano a sfruttare la penosa questione degli incidenti sul lavoro per mettersi in mostra o cercare consensi elettorali, devono essere processati e fatti marcire nelle peggiori prigioni senza alcuna pietà.

Il sottoscritto, consapevole di poterlo fare, da diverso tempo palesa la propria convinzione che per tranciare quella lunga maledetta catena che causa tanti lutti e invalidità da lavoro, non c’è alcun bisogno di affidare le vite degli altri nelle mani di sprovveduti ispettori/esattori né tanto meno in quelle d'incompetenti sindacalisti o politici. Per essere più chiaro: dato per scontato che la pratica e l’esperienza di un lavoratore sono elementi insostituibili per garantire ampio margine di sicurezza nei luoghi di lavoro, imporre il rispetto di Leggi, Decreti, controlli effettuati da ispettori vergognosamente privi di qualsiasi esperienza che sfrontatamente pretendono di insegnare il metodo da adottare per costruire un parapetto di una scala, per demolire una parete o per indossare un casco, oltre a fare piangere anche chi non ha voglia, è smisuratamente offensivo e penoso per tutti i lavoratori. Se si vuole veramente che i morti sul lavoro diminuiscono, bisogna cominciare ad applicare l’efficace metodo che solitamente si attua, quando un'addetto ai controlli non è in grado di risolvere il più elementare dei problemi: Chi non è stato all’altezza di svolgere il suo compito con diligenza ed ha causato lutti e danni spesso irreparabili, deve essere immediatamente imprigionato prima che gli avvocati, come spessissimo accade, riescono a convincere i giudici che quella persona non ha mai commesso alcun reato o che la sua salute non permette la carcerazione. Lo stesso metodo, senza riguardo per nessuno, va usato per tutti i ministri del lavoro ed i loro collaboratori che non sono stati capaci né di risolvere il problema degli infortuni da lavoro né di migliorarlo, per tutti gli ispettori addetti ai controlli che, disonestamente avvertono le aziende prima di un sopralluogo, preferendo intascare mazzette piuttosto che contribuire a salvare le vite dei lavoratori, per tutti quei sindacalisti malvisti persino dagli stessi operai che, a tutti i costi vogliono rappresentare e che vanno in televisione e/o in piazza per aizzare le masse, la galera deve essere l'unico modo per toglierli definitivamente di mezzo.

E’ anche ora che lo Stato smetta di prendere in giro i familiari delle vittime inviando propri rappresentanti ai funerali delle persone morte per inefficienza delle stesse istituzioni. Coloro che partecipano al dolore dei familiari dello sfortunato lavoratore, non devono farlo per scopi politici o per mostrarsi di fronte alla telecamera di una tv, quelli, unitamente a certi direttori di canali televisivi, radiofonici e della carta stampata, sono solo vigliacchi da mettere alla berlina.

I VIVI CHE LAVORANO PER EVITARE CHE SI CONTINUI A MORIRE DI LAVORO, HANNO L’OBBLIGO DI ADOPERARSI PER PORRE IMMEDIATO FINE A QUESTA VERGOGNA NAZIONALE. CHI NON HA LE CAPACITA’, PRIMA DI ESSERE CACCIATO CON LA FORZA, DEVE AVERE IL CORAGGIO DI METTERSI A POSTO CON LA PROPRIA COSCIENZA E DI CEDERE IL POSTO ALLE UNICHE PERSONE CHE SONO IN GRADO DI MIGLIORARE LE COSE OSSIA: A CHI HA LE MANI INCALLITE DALL’USO ED HA UNA MENTE CAPACE DI PENSARE.

Enzo Cusmà